Tre anni fa, il conflitto ha travolto il Sudan, interrompendo bruscamente l’istruzione in gran parte del Paese. Oggi, oltre 8 milioni di bambini e giovani, pari a più della metà della popolazione in età scolare, non frequentano la scuola. I tassi di abbandono scolastico sono più elevati in regioni come il Darfur, dove la crisi è più grave. Milioni di bambini e giovani hanno visto la propria istruzione interrotta, a causa della crisi, non per scelta.
In un contesto di sfollamento diffuso e di grave carenza di risorse, la portata della crisi ha reso evidente che nessun singolo attore avrebbe potuto fornire una risposta efficace da solo.
I partner del settore dell’istruzione si sono uniti attorno a una visione condivisa: rispondere ai bisogni immediati, ponendo al contempo le basi per una ripresa e una resilienza a lungo termine. Attraverso il Gruppo locale per l’istruzione (LEG) del Sudan e il Cluster per l’istruzione, partner umanitari e di sviluppo, autorità scolastiche statali, organizzazioni della società civile, donatori, insegnanti, comunità e genitori hanno allineato le priorità e coordinato gli sforzi.
Grazie alla guida tecnica dell’UNESCO e al sostegno finanziario della Global Partnership for Education (GPE), questo approccio collettivo ha delineato un percorso coerente ed efficace, rafforzando il coordinamento congiunto e armonizzando il processo decisionale in materia di priorità educative nell’ambito delle risposte umanitarie e di sviluppo in Sudan.











